Rassegna Stampa

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VALERIO FERRANTI -VIALES (PITTORE - PAINTER)

II surreale è parte stessa della realtà perché la nostra reale percezione del mondo è composta dal quotidiano e dall’immaginazione” (Siro Ferrone) Valerio Ferranti in arte Viales, classe 1952, nasce a Lanuvio (RM) e inizia giovanissimo a coltivare la passione per il disegno.

In seguito ad un grave incidente stradale che lo costringe a stare a casa, inizia a dedicarsi alla pittura. Incomincia a frequentare corsi d’arte e le botteghe di alcuni maestri. Esordisce con la tecnica della china che successivamente affianca con opere ad olio.

Inizia ad esporre verso la fine degli anni ’80 con mostre personali e collettive e crea manifesti per alcune rappresentazioni teatrali. Riceve numerosi premi e riconoscimenti. L’artista scruta l’uomo con l’occhio dello psicologo e riesce a cogliere emozioni e sensazioni che rielabora con un linguaggio personale. Le sue opere sono ricche di simbologie e oggetti nascosti, che inducono lo spettatore alla riflessione.

Significativa è l’opera Dubium vitae, nella quale alcuni omini escono da contenitori per poi tornarvi perché incapaci di trovare una vera essenza della vita. Ricorrente è il pensiero dello scorrere del tempo spesso sprecato come dai protagonisti di Fugit hora, che si contendono le lancette.

Lo stile richiama prevalentemente i grandi maestri del surrealismo, a volte del manierismo. Si distingue per la ricercatezza dei soggetti, la cura dei dettagli e soprattutto per la capacità di osservare la vita con una sottile ironia.


L’ARTISTA SI RACCONTA
Ho sempre amato disegnare, ricordo che l’interesse per la pittura è nato con l’incontro di una professionista, avevo 10 anni quando conobbi Anna Mutinelli che era ospite presso i miei zii.

Trascorrevo ore ad osservarla mentre dipingeva, un giorno mi confidò che per fare il pittore era necessario essere sognatori, visionari e poveri. Confessai subito di possedere quelle caratteristiche e lei affermò che sarei diventato un grande artista.

Accantonai quel sogno per moltissimo tempo poi, in seguito al mio infortunio stradale, decisi di dedicarmi alla pittura.

Inizialmente facevo persino i colori con i pigmenti naturali, ora invece mi occupo della costruzione del telaio e della stesura della tela. Per quest’ultima utilizzo esclusivamente puro lino che tratto con colla di coniglio e gesso di Bologna, secondo l’antica tecnica del XVI secolo.

Amo analizzare la società in maniera tragicomica, metto a nudo l’individuo, cercando di esplorare i sentimenti più profondi. Rifletto sempre su me stesso per comprendere meglio gli altri e trasferisco sulla tela pensieri, sogni o incubi celati da allegorie.

Nella maggior parte delle mie opere sono evidenti i riferimenti a Escher, Magritte e Dalì, in altre opere invece m’ispiro ai grandi artisti come Luca Signorelli o alcuni fiamminghi.

Non uso fare i disegni preparatori ma dipingo i soggetti direttamente sulla tela. Trascorro la maggior parte del tempo nel mio studio dove respiro quell’arte che mi fa sentire immortale…

“Come vieni ricordato non è importante, è importante solo il ricordo” Valerio Ferranti -Viales

VALERIO FERRANTI -“VIALES” (PAINTER)
"The surreal is part of reality because our real perception of the world is composed of everyday life and imagination" (Siro Ferrone) Valerio Ferranti aka Viales, born in 1952, was born in Lanuvio (RM) and began to cultivate a passion for drawing at a very young age.

Following a serious car accident that forced him to stay at home, he began to devote himself to painting and began attending art classes and the workshops of some masters. He made his debut with the china technique that he later combined with oil works.

He began exhibiting towards the end of 80’s with solo and group exhibitions and created posters for some theatrical performances. Receives numerous awards and recognition. The artist scrutinizes the man with the psychologist's eye and manages to grasp emotions and sensations that he re-elaborates with a personal language. His works are rich in symbolism and hidden objects, which induce the viewer to reflect.

The work “Dubium Vitae” is significant, in which some little men come out of containers and then return there because they are unable to find the true essence of life. Recurring is the thought of the passage of time often wasted, as by the protagonists of “Fugit Hora”, who compete for the hands.

The style mainly recalls the great masters of surrealism, sometimes of mannerism. It stand out for the refinement of the subjects, the attention to detail and above all the ability to observe life with a subtle irony.


THE ARTIST SPEAKS ABOUT HIMSELF
I have always loved drawing, I remember that my interest in painting was born with the meeting of a professional, I was 10 when I met Anna Mutinelli who was a guest with my uncles.

I spent hours observing her while she painted, and one day she confided to me that to be a painter it was necessary to be dreamers, visionaries and poor people. I immediately confessed to possess those characteristics and she claimed I would become a great artist.

I put that dream aside for a very long time then, following my road accident, I decided to dedicate myself to painting.

Initially I even made colors with natural pigments, now I take care of the construction of the frame and the drafting of the canvas. For the latter I only use pure linen that I treat with rabbit glue and bologna chalk, according to the ancient technique of the sixteenth century.

I love to analyze society in a tragicomic way, I lay bare the individual, trying to explore the deepest feelings. I always reflect on myself to better understand others and transfer thoughts, dreams or nightmares hidden by allegories to the canvas.

In most of my works references to Escher, Magritte and Dali are evident, while in other works I am inspired by the great artists as Luca Signorelli or Flemish paiters.

I do not use to make preparatory drawings but I paint the subjects directly on the canvas.

I spend most of my time in my studio where I breathe that art that makes me feel immortal...


"As you are remembered it is not important, only the memory is important" Valerio Ferranti -Viales

Curato da Alessandra Bartomioli

http://www.art-iglio.it/

https://www.instagram.com/art_viales/


LOCUS AMOENUS – I luoghi dell’anima

LUCOS AMOENUS Medina Roma 2020 www.mediaroma.com

Dal - 10/01/2020 - 23/01/2020 Tutto il giorno presso Medina Roma

LOCUS AMOENUS – I luoghi dell’anima presso gli Spazi Espositivi Medina Roma dal 10 Gennaio al 23 Gennaio 2020. Una mostra collettiva che unisce pittura, scultura e fotografia e che punta a mettere in relazione diversi luoghi, reali o meno, fisici o no, che appartengono a ciascun artista. L‘exhibition è a cura di Giano.

Valerio Ferranti

Dalla fine degli anni ’90 l’artista romano perfeziona con sempre più rigore, precisione e maniacalità le sue opere ad olio su tela.
Prospettive, umani, animali, esseri immaginari. Il tutto in una quinta surreale (o surrealista) che proietta in una condizione di mistero e di enigma. Dove l’uomo è al centro: in ricerca esistenziale, in critica, in ragionamento ad approssimazioni successive. Valerio Ferranti Viales mette a nudo la società senza cercare compromessi.

Dopo la presentazione istituzionale ad Ottobre 2019 su iniziativa dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Lanuvio (Roma, Italia), ci presenta in anteprima romana la sua ultima opera. Assistiamo ad un’evoluzione della sua produzione artistica: l’analisi sull’essere umano, raggiunte elevate atmosfere di pressione, sembra essere esplosa.

Dai vizi dell’uomo e dallo studio su di esso, sembra ora aprirsi uno sviluppo più ampio per l’indagine gnoseologica: nella scena dantesca, Ferranti ci presenta un’indagine sulla natura della conoscenza. Attraverso un’analisi di fondamenti, limiti e visioni della comprensione umana.

LUCOS AMOENUS Medina Roma 2020

Lo spettatore è in relazione con la tela come il soggetto conoscente è in relazione con l’oggetto conosciuto. Ma davanti al “Giudizio Universale”, la teoria della conoscenza scricchiola prestando il fianco a dubbi, incubi, sogni ed incertezze. E fra spettatore e tela si attiva una sorta di processo atto ad esorcizzare: l’artista, nella sua sfera, nel suo locus amoenus, vuole evocare un rito magico per scacciare (anche dal subconscio) presenze malefiche, sentimenti negativi ed esperienze traumatizzanti o conflittuali. Ed un cammeo lo esprime allegoricamente.

Una vera e propria catarsi per rifondare la coscienza dell’individuo con il proprio libero arbitrio e la responsabilità delle proprie azioni. L’opera presenta innumerevoli dettagli. Potremmo definirla un’opera omnia dell’artista. Con una ricchezza preziosissima di archetipi del mondo classico, riferimenti alla mitologia, all’alchimia, alle scienze, alla Bibbia, a simbolismi esoterici. Tutto elaborato in uno stile inconfondibile che necessita di attenta e approfondita osservazione e riflessione. Ora come mai.


Boh! Mostra personale di Valerio Ferranti

www.mediaroma.com

Bho! Medina Roma 2019

Valerio Ferranti, in arte Viales, vive e lavora a Roma. Esordisce come grafico con la tecnica del disegno e della china in particolare. Solo successivamente si dedica alla pittura ad olio.
Un titolo bizzarro quello scelto dall’artista per questa sua personale romana: Boh!; che vuole probabilmente suggerire la reazione che ogni spettatore, inizialmente, può avere davanti alle sue opere. Viales ci presenta una selezione di 16 opere ad olio su tela e legno; una sintesi del suo pensiero e della sua produzione dagli anni ’90 fino ad oggi.

Bho! Medina Roma 2019

Composizioni prospettiche perfettamente studiate, in cui si inseriscono figure rese con tratto preciso e maniacale. L’artista predilige il disegno come base di tutte le sue composizioni, ed è attraverso di esso che riesce ad esprimere appieno ogni dettaglio.

Ferranti è un pittore surrealista che pone l’uomo al centro della sua maniacale ricerca esistenziale; egli muove una critica e una riflessione verso l’uomo e il suo modo di stare nel mondo. Come egli stesso afferma:
“Cerco di dare un’immagine alla paranoia, scrutare l’orizzonte della vita, mettere a nudo l’essere della società cercando di cogliere le emozioni e le sensazioni dell’individuo”.

Bho! Medina Roma 2019

Quello che l’artista mette in evidenza dell’uomo sono soprattutto i vizi, poiché l’unico vero scopo è quello di mettere a nudo i difetti della società moderna. La sua è un’indagine gnoseologica sull’essere umano; che, mettendo in luce incubi, incertezze e sogni, cerca di esorcizzare i sentimenti negativi, con la speranza che l’uomo cambi e cresca in modo positivo.

I suoi principali riferimenti sono i grandi maestri del surrealismo: Escher, Magritte e Dalì; in molte altre opere si confronta invece con i maestri del passato: i manieristi, Tiziano Vecellio, Guercino. Le sue opere sono ricche di riferimenti alla classicità, alla mitologia, all’alchimia, alle scienze, alla bibbia. Egli si appropria di svariate simbologie, le rielabora in chiave contemporanea e personale. Per l’artista ogni dettaglio è importante, per questo l’osservatore deve necessariamente guardare con attenzione ogni angolo dell’opera per trovare la propria chiave di lettura.

45^ Sagra degli spaghetti all'amatriciana 2011

45^ Sagra degli spaghetti all'amatriciana 2011

45^ Sagra degli spaghetti all'amatriciana 201145^ Sagra degli spaghetti all'amatriciana 2011

Amatrice 27 agosto 2011: il Maestro Valerio Ferranti all'inaugurazione della 45^ Sagra degli spaghetti all'amatriciana ha consegnato ufficialmente al sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi l'opera "Filo d'Arianna" (inserita sul manifesto della sagra). Leggi l'articolo su www.amatriciana.org


Lanuvio: grande successo per Viales

07.01.2009 - www.paconline.it

Sabato 27 e Domenica 28 Giugno presso la Sede dell’ Associazione Giovani x Lanuvio per la Democrazia l’artista Valerio Ferranti in arte “ Viales” ha esposto i lavori relativi alle sue ultime fatiche di pittore. L’autore, lanuvino d’origine, è un pittore surrealista che ha esordito come grafico con la tecnica del disegno e della china. La curiosità e l’audacia nell’osare lo portano allo studio dell’uomo raffigurato come essere difettoso e incompleto e dell’ambiente da lui costruito. La tecnica, la maniacale ricerca della perfezione e la cura nei dettagli, gli fanno acquisire quella sicurezza necessaria che lo portano a confrontarsi con altri artisti.

Con la pittura ad olio incontra il favore del pubblico. L’iniziativa dell’Associazione Giovani della Lista ha riscosso un notevole successo soprattutto con il coinvolgimento di tanti giovani. Il numero delle presenze, circa 400, ha sorpreso gli stessi organizzatori, i quali presto ripeteranno iniziative che legano la storia e la cultura di Lanuvio con l’arte ed i personaggi rappresentativi della cittadina. L’Associazione Giovani x Lanuvio per la Democrazia si è prefissa il chiaro obiettivo di valorizzare al massimo il patrimonio culturale, storico e artistico di Lanuvio. Dopo l’impegno mostrato dai giovani civici nel riportare alla luce le ville romane del bivio, anche questa iniziativa ha ottenuto un grande riscontro di presenze.

Lanuvio 2009Lanuvio 2009

Uff. Stampa Lanuvio x la Democrazia


Dei miti e dei misteri surreali di Valerio Ferranti

mercoledì 09 aprile 2008 - www.fondazioneitaliani.it

Dalla china alla pittura ad olio: disegni onirici che comunicano con l’inconscio e con la consapevolezza interiore dell’uomo attraverso una simbologia precisa esoterica e alchemica. Le opere di Valerio Ferranti sono esposte fino al 13 aprile nella sala mostre di Rieti.
di Carlotta Degl’Innocenti

Manipolio, Valerio FerrantiProcessi interiori e rivelazioni percettive affondano le verità dell’esperienza esistenziale collettiva. Il percorso gnoseologico intrapreso dall’artista Valerio Ferranti verso la conoscenza della vita e l’esplorazione dei sentimenti umani trascina lo spettatore in fantasiose ricostruzioni surreali del nostro mondo. La simbologia alchemica viene interpretata dall’artista con l’obiettivo di svelare i moti delicati dei nostri pensieri, dei nostri sogni e incubi peggiori. L’ultima produzione, presentata dall’artista a Rieti, propone un’evoluzione pittorica che si appropria, con fermezza, del linguaggio allegorico rinascimentale per esprimere le condizioni attuali della nostra società.

Composizioni illusorie, vuoti esistenziali tratti dalla metafisica e dal teatro dell’assurdo di René Magritte; lievi ironie surreali, dal sarcasmo voyeurista del demiurgo-artista, propongono chiavi di lettura allegoriche che non tralasciano il minimo dettaglio. Un artista che dichiara di guardare il mondo per trasformare in modo tragico o comico la società in cui viviamo. Rivela di conoscere se stesso per capire in questo modo anche gli altri, giungendo a un messaggio universale. “Metto sempre in esame me stesso”, afferma lo stesso Ferranti.Indifferenza, Valerio Ferranti
Fin da ragazzo si dedica all'espressione del disegno, ma solo dopo un grave incidente, che lo costringe a restare in casa, con molto tempo a disposizione, l’artista riconosce la pittura come professione; frequenta corsi e laboratori d’arte, fino a quando, come dichiara lui stesso, “non ho costruito un sistema di pittura proprio”.
S’inspira a Mauritius Cornelius Escher, Magritte, Salvadro Dalì, ma si confronta anche con i maestri del passato, del Rinascimento manierista, con l'Arcadia del Guercino e del Tiziano Vecellio. Le sue composizioni sono piene di riferimenti biblici, mitologici e alchemici. Per lui la mitologia è fantascienza pura, è l’universo surreale per eccellenza, nel quale il sogno si esprime nella sua purezza.
L’opera “Manipolio” mostra due vittime al centro della composizione, che rappresentano il dualismo della vita (raffigurata dall’orologio), e gli individui che si contrappongono. Inoltre, spiega l’artista “tra i potenti - figurati dalle braccia che s’incrociano intorno alla parte centrale del quadro- ci sono sempre delle vittime. Quest’ultime sono imbavagliate e non possono parlare. Incognita errante, Valerio FerrantiCi sono persone che nascono con la camicia e qui l’ho immaginati con sei dita delle mani, una in più”. Prosegue Ferranti “Tuttavia notiamo che le mani s’incrociano come segno di speranza”.
L’indagine sull’essere umano, i suoi incubi, le sue incertezze, i sui sogni, vuole esorcizzare i sentimenti negativi, nella speranza che l’uomo cambi, suscitando in lui la curiosità perché cresca in modo positivo. “Il mio San Sebastiano - spiega l’artista - è stato un banco di prova. Il mio è stato giustiziato dall’ignoranza e dalle istituzioni. Ma ancora non è un Santo, in quanto i martiri sono vittime della società a causa di una pessima pubblicità”.

A Rieti sono esposte una quindicina di opere, di medie e grandi dimensioni, realizzate tra il 2005 e il 2008. La complessità del pensiero e della ricerca di Ferranti si rivela lineare soprattutto, se prestando attenzione, il fruitore si mette ad ascoltare le proprie sensazioni mentre guarda le opere. Perché i dipinti di Ferranti sono loquaci e narrano di sentimenti umani, di sensazioni interiori e di temi attuali. Frammenti, Valerio FerrantiL’opera intitolata “Frammenti” è un’allegoria del Desiderio. Nel dipinto, una donna rappresentata come frammentata è stata in realtà spezzettata nella vita da coloro che l’hanno desiderata e forse anche posseduta. Sopra al letto sul quale è sdraiata vi è un quadro con un Satiro che la sta bramando. Sull’altra parete, invece, un uomo sta uscendo dal quadro per raggiungerla, ma vicino a lui, una mano tende il torsolo di una mela per svelare “che qui non c’è più nulla da prendere”.
L’artista adopera linguaggi surreali che si esplicitano nei dettagli secondari, grazie anche a dei raffinati giochi linguistici, lavorando sulle similitudini tra il linguaggio verbale e quello visivo, sulla sineddoche, la sinestesia e le personificazioni. I colori delle opere sono molti vivaci, mentre lo stile figurativo dell’artista richiama alla posatezza della linea espressiva manierista contrapposta magari a un ideale compositivo più rinascimentale del Quattrocento, come si evidenzia nei suoi disegni a china. Dove l’artista si lascia più facilmente andare all’ironia, riducendo all’essenza il suo estro surreale. Un'opera che si ricollaga alla tradizione artistica italiana e che interpreta con grande consapelovezza, aggiornandolo, il linguaggio metafisico e surralista.

Carlotta Degl’Innocenti


In pillole:
Senz´azione  - Personale di Valerio Ferranti
dal 5 al 13 Aprile 2008
Sala mostre
Rieti
Piazza Vittorio Emanuele II
Orario galleria  dal Lunedì al Sabato  11,30 alle 13,00 - 15,30 alle 19,00
Domenica dalle 10,30 alle 13,00 - 15,30 alle 19,00


Viales
Tematiche stimolanti e suggestive nella loro inquietudine dialettica che ci propongono, nelle opere di Valerio Ferranti, i contenuti di un mondo velato dagli incantesimi dell'inconscio e della fantasia.
Realtà onirica, surrealtà, satira accesa e provocazioni, anche lo studio profondo dell'uomo entro la trama sottile della vita.
Il suo itinerario artistico è un calarsi negli insondabili abissi dell'irrazionale per riemergere con la coscienza di aver colto ogni passo, ogni attimo, degli inediti sgomenti dell'anima.
Un artista, Valerio Ferranti, che affida le proprie certezze alla continua analisi di quel processo interiore che costituisce la coscienza dell'uomo e l'essenza dell'universo.
Un segno libero, organico e sinuoso, ad un tempo, senza limiti artificiali o convenzioni culturali.
Un segno che nasconde l'enigma dei nostri destini, che si combina, nell'intimo, con la metamorfosi dell'immagine e si esprime come autentica lezione di esperienza esistenziale.
Nicolina Bianchi
Direttore responsabile di "IMAGE"



E' sicuramente un artista capace di provocare e stimolare le sensazioni più nascoste dell'inconscio.
Razionale ed esasperante nella sua perfezione, non lascia nulla al caso: ogni tratto, ogni oggetto ha, nello spazio, una sua precisa collocazione emotiva e simbolica.
Risulta facile, perciò, identificarsi nei soggetti o negli ambienti surreali rappresentati e diventa inevitabile una riflessione su noi stessi al punto di chiederci se quell'IO ha soddisfatto le nostre aspettative.
G.D.


Viales scruta la realtà circostante con l'occhio dello psicologo, intento a compenetrarsi nell'animo umano.
I volti non a caso manifestano atteggiamenti interiori e talora appaiono così amalgamati da creare complessi monumentali.
L'interesse è focalizzato sul rapporto dell'uomo nei confronti della vita, che purtroppo appare drammatico, ma è teso alla riflessione dello spettatore.
Dura è la lotta contro lo scorrere frenetico del tempo, contro lo scoccare delle ore, basta però non arrendersi davanti agli ostacoli ed affrontare come l'equilibrista "l'orizzonte della vita".
Dipende solo da noi smascherare la falsità e scoprire chi c'è "sotto la pelle", superare le ingiustizie che non mancano mai di stupirci o evitare di soffrire per l'indifferenza altrui. Ognuno raggiunge un suo livello spirituale e, come in "Dubium Vitae", tutto dipende dagli ingredienti usati.
Lo stile richiama più correnti fuse in maniera geniale, ma il Surrealismo e la Metafisica hanno certamente un ruolo determinante. L'abilità nell'uso dell'olio e della china è sempre adeguato agli stati d'animo.
Viales è riuscito a distinguersi dagli artisti contemporanei grazie al suo genere innovativo, ottenendo vari riconoscimenti in mostre collettive e personali ma per essere pienamente apprezzato nel suo genere dovrà essere conosciuto a livello internazionale.
Alessandra Bartomioli


Una mostra da vedere e meditare quella di Viales (Valerio Ferranti) dal titolo Ossi e Paradossi alla galleria Il Canovaccio,Via delle Colonnette 27 - Roma, che affronta temi dell'inconscio che si affollano in ognuno di noi e quindi comuni a tutti.
In questa mostra che si concluderà il 27 novembre p.v. propone opere nelle quali la fantasia si fonde ad un grande spirito di osservazione e di introspezione .
Una mostra non facile da interpretare ma proprio per questo affascinante e suggestiva.
Mara Ferloni
Ages 18/11/2000



Grande successo di pubblico e di critica per l'artista Viales.
Le sue opere, esposte nelle sale del Centro culturale degli Artisti, hanno come tema centrale la realtà che noi viviamo.
Infatti, come egli stesso dice, cerca di vestire l'angoscia, il dubbio, mettendo l'essere davanti allo specchio per guardarne il contenuto.
Chi con attenzione si avvicina ad un quadro del nostro artista, guardando anche ciò che non sembra interessante, riesce a cogliere quegli aspetti della "stupidità e banalità umana" nascosti e quasi mai sensibili, "poco consapevoli del nostro stesso essere e divenire".
"Nelle mie opere"- scrive Viales - "vorrei dare un'immagine alle turbe ed alla paranoia, scrutare l'orizzonte della vita, mettere a nudo l'Es della società cercando di cogliere le emozioni e le sensazioni dell'individuo; carpire in lui tutto ciò che è latente e possibilmente ricercare quella chiave d'accesso alle mille sfaccettature dei sentimenti".
Raffaele Iaria
Il Quindicino di Bologna



Ha sempre operato nel campo della ricerca nell'arte visiva acquisendo un linguaggio personalissimo.
Sicuramente la sua sintassi formale è legata alla grafica con la quale egli riesce ad essere graffiante, incisivo ed essenziale per esprimere i limiti dell'umano.
Anche quando utilizza l'olio egli lo fa in sottrazione cromatica; i colori diventano "parvenze" espressive "fittizi" come i valori dell'uomo di oggi.
Anny Baldissera
Centro culturale Cassiopea



Artista curioso, attento e con uno squisito senso dell'ironia, le sue opere spesso hanno come tema la strana realtà in cui viviamo, di cui ci ricordiamo; egli riesce a cogliere, con occhio veramente critico, forse tra il divertito e il preoccupato, quegli aspetti così palesi della stupidità e banalità umana, ma così nascosti a occhi quasi ami attenti, quasi ami sensibili, poco consapevoli del nostro stesso essere e divenire.
La chiave per comprendere , in parte, i suoi lavori (anche perché egli volutamente lascia ampio spazio alla fruizione e interpretazione): guardare con attenzione anche le cose che apparentemente non ci sembrano importanti; e potrebbe essere una filosofia di vita.
Mi avvicino ad un suo raffinato lavoro: l'opera raffigura una probabile credenza di cucina in cui compaiono tanti barattoli di vetro, scatole di latta poggiate su mensole, da cui esce e attorno a cui si agita un contenuto singolare: piccoli uomini e donne.
I disegni sono perfetti, elogio alla sua conoscenza della prospettiva e mi sorprendo a guardare questi piccolissimi tratti di china e oro, impercettibili segni che creano il tutto.
Arguisco il significato e solo dopo aver letto ciò che è scritto sulle apparentemente invisibili etichette dei barattoli: l'uomo crede di aver conquistato la libertà, infatti esce dal suo contenitore, si guarda intorno, ma spesso è incapace di cogliere "il quid" della vita, la vera essenza, e immancabilmente ritorna nel suo barattolo.
E' magistrale la capacità di cogliere ed elaborare il particolare, creando a volte veri e propri simboli cui egli affida talvolta gravosi significati.
Una mano ricca dell'esperienze surrealiste di Dalì' nella scelta delle tematiche, ma anche passionale, vagamente simbolica e ricca di un senso altamente morale e sociale come quel Merisi da Caravaggio (se mai si possono azzardare confronti).
Amerei citare tante altre sue opere, ma Valerio Ferranti lavora moltissimo nel suo studio-abitazione di Via Dacia, e quindi si dovrebbe operare un'ingiusta cernita.
Un consiglio: occhio attento, e apprezzerete queste opere create con l'amore e la pazienza (ricordo che sono tutti lavori in china a tratto sottilissimo) di un tessitore d'arazzo francese.
Alessia Bisantis
Presidente Centro Culturale degli Artisti



"Una vita da sogno"
Mai sveglio, mai addormentato.
Sempre sognante.
Così propone l'uomo, l'amore e il mondo Valerio Ferranti che si firma Viales e dedica la raccolta dei suoi quadri a " tutte quelle persone che sono arrivate al tramonto aspettando l'alba".
L'arte, la follia e l'umorismo sono fatti della stessa sostanza del sogno: sosteneva Lacan.
Il sesso lega gli atomi dell'irrealtà onirica in forme perfette ed eccitanti, talvolta mostruose: orribili e divini i corpi spezzati, gli arti deformati, rigonfi o contorti in modo da apparire strane piante voraci o montagne misteriose.
Viales si dichiara viaggiatore lungo il sentiero della follia ma il suo tratto erotico segue il filo di Arianna che guida verso le stelle.
Il suo lavoro ci avvicina all'universo, che assiste a lunghe notti insonni popolate da personaggi caldi di desiderio perennemente in lotta con il tempo, impietriti o resi di ghiaccio dal tratto della china.
L'autore, realizzando nello studio delle forme un'eccezionale voglia di perfezione, è riuscito a crearsi uno spazio specifico nel mondo dell'arte figurativa contemporanea.
Penthouse 1997